⭐ 4 gennaio – La notte in cui la strada si prepara ai Re Magi
Il 4 gennaio è un giorno strano: non è festa, non è vigilia, non è ancora Epifania. Eppure, chi sa ascoltare, percepisce un movimento sottile nell’aria.
È come se il mondo trattenesse il fiato, in attesa di tre ombre che avanzano lentamente da oriente.
A Sesto San Giovanni, quel pomeriggio, il cielo aveva il colore del latte caldo. Le strade erano ancora decorate dalle luci di Natale, ma già si intuiva che qualcosa stava cambiando. I bambini, rientrati dalle vacanze, camminavano con quell’eccitazione che solo i giorni “quasi magici” sanno dare.
In un cortile interno, una bambina di nome Marta stava sistemando tre sassolini bianchi sul davanzale.
«Sono per i Re Magi» spiegò alla nonna. «Così capiscono che qui li aspettiamo.»
La nonna sorrise. «I Re Magi non hanno bisogno di segnali. Loro trovano sempre chi li attende.»
Ma Marta non era convinta. Così aggiunse un biscotto, un disegno e una piccola lanterna fatta con un barattolo di vetro.
«Meglio essere sicuri» disse.
Intanto, in un’altra parte della città, un uomo anziano stava lucidando una vecchia stella di metallo che teneva appesa alla porta. Era un ricordo di famiglia, un oggetto che aveva attraversato generazioni.
«Ogni anno la rimetto a brillare» mormorò. «Perché i Magi non portano solo doni: portano direzioni.»
E forse aveva ragione. Perché il 4 gennaio è proprio questo: un giorno di orientamento.
Un giorno in cui ci si chiede dove si vuole andare, cosa si vuole cercare, quale stella seguire.
Quando scese la sera, la città sembrò più silenziosa del solito. Le finestre illuminate sembravano piccole costellazioni domestiche. E in quel silenzio, se si prestava attenzione, si poteva quasi sentire il passo lento dei cammelli sulla sabbia lontana, il fruscio dei mantelli, il tintinnio dei doni.
Marta guardò fuori dalla finestra.
«Nonna, ma arrivano davvero?»
«Arrivano sempre» rispose lei. «Magari non come te li immagini, ma arrivano.»
E così, mentre la notte del 4 gennaio si chiudeva come una pagina che prepara la successiva, la città intera sembrava pronta.
Pronta ad accogliere tre viaggiatori antichi, tre cercatori di luce, tre portatori di domande più che di risposte.
Perché l’Epifania non è solo una festa: è un incontro.
E ogni incontro, per essere vero, ha bisogno di qualcuno che lo aspetti.

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