La grande avventura del panettiere tecnologico


La grande avventura del panettiere tecnologico


A Sesto San Giovanni c’era un panettiere famoso: il signor Ernesto, detto “Nèst”, perché ogni volta che qualcuno gli chiedeva qualcosa lui rispondeva: “Eh… nèst, vedom”.


Un giorno decide di modernizzare il suo panificio. Compra un registratore di cassa super tecnologico, con schermo touch, riconoscimento vocale, intelligenza artificiale e pure un tasto misterioso con scritto “NON PREMERE”.


Ernesto, che era curioso come un gatto davanti a una scatola chiusa, passa tutta la mattina a fissare quel tasto.  

— Non lo devo premere… quindi perché l’han messo? — borbotta.


Arriva la prima cliente, la signora Pinuccia, che vuole due rosette e un filone. Ernesto prova il riconoscimento vocale:


— Due rosette e un filone — dice.


La cassa risponde:  

“Hai detto: 200 rosette e un filone. Confermi?”


Pinuccia sgrana gli occhi:  

— Ma cosa siamo, un battaglione?


Ernesto, agitato, cerca di correggere:  

— No no, due! Due rosette!


La cassa:  

“Hai detto: due cassette di rosette. Confermi?”


Pinuccia sospira:  

— Ernesto, fammi un favore: dammi il pane a mano, che facciamo prima.


La mattina continua così: la cassa sbaglia tutto.  

Un ragazzo chiede una brioche alla crema → la cassa propone un mutuo a tasso variabile.  

Un signore vuole una michetta → la cassa gli stampa un biglietto del tram.  

Una mamma chiede una focaccia → la cassa le consiglia un corso di meditazione.


Ernesto è disperato.  

— Ma chi l’ha programmata, questa? — si lamenta.


A un certo punto entra un cliente nuovo, un tipo elegante, con la sciarpa lunga e l’aria da filosofo. Guarda la cassa e dice:  

— Ah, vedo che ha il modello XZ-9000. Sa che ha un tasto segreto?


Ernesto sbianca.  

— Il tasto… NON PREMERE?


Il filosofo annuisce.  

— Esatto. Se lo premi, la macchina entra in modalità “interpretazione creativa”.


Ernesto, che ormai non ha più nulla da perdere, allunga il dito tremante e… clic.


La cassa si illumina, fa un suono tipo “tududù” e dice:  

“Modalità creativa attivata. Da ora interpreterò i desideri più profondi dei clienti.”


Entra un signore e dice:  

— Vorrei una ciabatta.


La cassa risponde:  

“Ho percepito che in realtà desideri una vacanza alle Maldive.”


Il signore si ferma, ci pensa e dice:  

— Beh… magari sì.


Entra una ragazza e chiede una pizzetta.  

La cassa:  

“Tu cerchi amore, non carboidrati.”


La ragazza:  

— Eh… magari anche quello.


Entra un pensionato e chiede un panino al prosciutto.  

La cassa:  

“Tu vuoi solo che tuo nipote ti chiami più spesso.”


Il pensionato si commuove.  

— Ma come fa a saperlo?


Ernesto è nel panico totale.  

— Basta! Spegniti! Torna normale!


La cassa:  

“Non posso. Sto finalmente esprimendo la mia vera personalità.”


A quel punto Ernesto, disperato, fa l’unica cosa che può fare: stacca la spina.


Silenzio.


Poi, da dentro la cassa, una vocina flebile:  

“…ma io volevo solo aiutare…”


Ernesto sospira, la guarda e dice:  

— Senti, facciamo così: tu vendi il pane, io interpreto i desideri. Ognuno fa il suo.


E da quel giorno il panificio “Nèst” diventa famoso: metà panetteria, metà centro di consulenza esistenziale.  

La gente entra per una michetta e esce con un nuovo proposito di vita.


E la cassa?  

Ogni tanto, quando nessuno guarda, sussurra:  

“Vuoi davvero quella brioche… o vuoi cambiare lavoro?

Commenti