L’arrivo dei Magi

 


⭐ L’arrivo dei Magi — poesia in forma di racconto


Arrivarono quando la notte stava per cedere,  

nel momento fragile in cui il buio non è più buio  

e la luce non è ancora luce.  

Il cielo sembrava trattenere il fiato,  

come se sapesse che qualcosa stava per cambiare.


Venivano da lontano,  

da terre dove il vento parla lingue che nessuno ricorda più.  

Avevano attraversato deserti che bruciano i piedi  

e silenzi che bruciano il cuore.  

Eppure camminavano leggeri,  

come chi non porta bagagli ma domande.


La stella li precedeva,  

alta, immobile, ostinata.  

Non brillava per tutti:  

solo per chi aveva occhi capaci di credere  

che anche il cielo, a volte, scende sulla terra.


🌙 Tre uomini, tre doni, tre destini


Il primo portava l’oro,  

e nelle sue mani tremava la promessa  

che ogni vita può essere regale  

anche senza un trono.


Il secondo portava l’incenso,  

profumo che sale come un pensiero buono,  

come un desiderio che non osa farsi parola.


Il terzo portava la mirra,  

amaro presagio di ciò che è fragile,  

di ciò che si ama così tanto  

da temere di perderlo.


⭐ La casa che nessuno avrebbe scelto


La stella si fermò su una casa piccola,  

una casa che non avrebbe attirato lo sguardo di nessuno.  

Eppure, in quella semplicità,  

c’era un silenzio che sapeva di eternità.


Maria teneva il bambino come si tiene una luce  

che non si vuole spegnere.  

Giuseppe vegliava,  

con la forza quieta di chi ha imparato  

che i miracoli non fanno rumore.


I Magi entrarono piano,  

quasi temendo di disturbare il respiro del mondo.  

E quando videro il bambino,  

capirono che il viaggio non era stato un cammino,  

ma un ritorno.


🌟 Il gesto che cambia il tempo


Posarono i doni senza parlare.  

L’oro brillò come un’alba.  

L’incenso salì come una preghiera.  

La mirra cadde come una lacrima che non fa male.


Maria li guardò,  

e nei suoi occhi c’era la domanda di tutte le madri:  

“Perché proprio lui?”


Il più anziano sorrise,  

con la dolcezza di chi ha visto molte aurore.  

“Perché la luce sceglie sempre i luoghi  

dove nessuno la cerca.”


🌄 Il ritorno verso l’Oriente


Quando uscirono, la stella non serviva più.  

La portavano dentro.  

E mentre si allontanavano,  

il mondo sembrava più grande,  

più fragile,  

più possibile.


Capirono che non sarebbero mai tornati davvero a casa:  

chi ha visto la luce non cammina più come prima.  

Ogni passo diventa un dono,  

ogni incontro una stella,  

ogni notte un cielo da ascoltare.


✨ E noi, oggi


Ogni Epifania è un invito:  

alzare lo sguardo,  

seguire una luce,  

credere che anche la strada più stanca  

può condurre a una porta che si apre.


Perché i Magi non sono storia antica.  

Sono la parte di noi che continua a cercare,  

che non si accontenta del buio,  

che sa che da qualche parte  

c’è sempre una stella che aspetta di essere vista.

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