Intervista a Giovanni, 59 anni, laringectomizzato totale dal 26 gennaio 2008


Intervista a Giovanni, 59 anni, laringectomizzato totale dal 26 gennaio 2008


Introduzione

Giovanni vive a Sesto San Giovanni. È stato operato di laringectomia totale il 26 gennaio 2008, una data che ricorda con precisione chirurgica: un confine netto tra un “prima” e un “dopo”. Oggi, a distanza di anni, racconta il suo percorso con lucidità, ironia e una forza che sorprende chi lo ascolta.


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Domande e risposte


1. Giovanni, cosa ricordi dei giorni che hanno preceduto l’intervento?

«Ricordo la paura, certo, ma anche una strana lucidità. Sapevo che non avevo alternative. La voce stava già andando via, il dolore aumentava. Quando mi hanno detto “bisogna operare”, ho pensato: va bene, facciamolo. Il 26 gennaio 2008 è diventato una specie di compleanno al contrario: ho perso qualcosa, ma ho guadagnato la vita.»


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2. Com’è stato svegliarsi dopo la laringectomia?

«Uno shock. Il silenzio, prima di tutto. Un silenzio che non avevo scelto. Poi la sensazione di respirare dal collo, che all’inizio sembra impossibile. Ma il corpo impara. E anche la testa, piano piano, impara.»


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3. Quali sono state le difficoltà più grandi nei primi mesi?

- «Comunicare: scrivere tutto, farsi capire, avere pazienza.»  

- «Gestire la tracheostomia: pulizia, filtri, umidità.»  

- «Accettare il nuovo aspetto.»  

- «La stanchezza, fisica e mentale.»  


«Ma ogni giorno c’era un piccolo passo avanti. E quei passi, messi insieme, fanno un cammino.»


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4. Come hai ritrovato la tua voce?

«Ho provato vari metodi, come tutti. Alla fine ho trovato la mia strada. La voce non è più quella di prima, ma è una voce che mi appartiene. E soprattutto mi permette di fare quello che conta: parlare con gli altri, raccontare, ridere.»


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5. Cosa è cambiato nella tua vita quotidiana?

«Tutto e niente. Tutto, perché devi imparare nuovi gesti, nuove attenzioni, nuovi ritmi. Niente, perché la vita continua: cucino, esco, lavoro, mi arrabbio, mi emoziono. La laringectomia ti cambia, ma non ti cancella.»


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6. C’è un momento in cui hai capito che stavi davvero “tornando a vivere”?

«La prima volta che sono uscito senza paura. La prima volta che qualcuno mi ha ascoltato senza guardare il buco nel collo. La prima volta che ho riso di nuovo. Sono piccole cose, ma sono quelle che ti fanno dire: ok, ci sono ancora.»


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7. Come reagiscono le persone quando scoprono che sei laringectomizzato?

«Dipende. Alcuni si imbarazzano, altri sono curiosi, altri ancora non sanno nulla e fanno domande. Io preferisco spiegare. La conoscenza toglie paura. E poi, se posso aiutare qualcuno a capire, perché no.»


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8. Che messaggio daresti a chi sta per affrontare l’intervento?

«Non sei solo. All’inizio sembra impossibile, ma non lo è. Chiedi aiuto, fidati dei professionisti, e soprattutto non vergognarti della tua nuova voce. È diversa, sì, ma è tua. E vale quanto quella di prima.»


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9. E a chi ti sta accanto?

«Abbiate pazienza. Non è facile nemmeno per noi. Ma con ascolto, rispetto e un po’ di ironia, si va lontano.».

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