Quanto abbiamo sofferto

 


Quanto abbiamo sofferto quando è volata via mamma.  Tu eri il mio appiglio, io ero il tuo: due naufraghi che si tenevano stretti  per non affondare nel silenzio che aveva lasciato.  Non era vivere, era restare a galla insieme.E poi, domenica, hai chiuso gli occhi anche tu.  Ti sei lasciato andare al cielo, leggero, come se finalmente qualcuno ti avesse chiamato per nome dall’altra parte.  E io lo so che ora non soffri più, lo dicono tutti, lo ripetono come una formula che dovrebbe consolare.Ma la verità è che la mia sofferenza è ricominciata.  Perché adesso siete lontani entrambi, e la casa ha un’eco che non riconosco.  Cammino tra le vostre tracce,  e ogni ricordo è una carezza che brucia e consola allo stesso tempo.Vi immagino insieme, finalmente.  E io qui, a imparare di nuovo a respirare, con il cuore che vi cerca senza smettere.


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