Solo, ma non spezzato
Rimasto solo,
solo davvero,
da quando anche tu, papà,
hai preso la strada del cielo
per raggiungere mamma.
La casa è piena di voci,
di fratelli, sorelle, nipoti,
di passi che si intrecciano
come fili di una coperta antica.
Eppure dentro
c’è una stanza che nessuno vede,
una stanza dove entro solo io,
dove il silenzio ha il tuo nome.
Mi sento solo
anche quando sorrido,
anche quando ascolto,
anche quando mi dico
che dovrei stare bene.
Ma la verità è semplice:
quando se ne vanno quelli
che ti hanno insegnato a stare al mondo,
il mondo resta,
ma tu devi reimparare a starci.
E allora cammino piano,
con il cuore che fa rumore,
e ogni tanto alzo gli occhi
come se potessi vederti.
Non so se mi senti,
ma io ti porto,
papà,
in ogni gesto che faccio,
in ogni solitudine che sopporto,
in ogni forza che non so di avere
e che invece è tua.
E forse non sono solo davvero:
sono solo un figlio
che continua a camminare
con due assenze che gli tengono la mano

Commenti
Posta un commento